Sette stazioni per i settant’anni: la mostra Coop_70. Valori in Scatola, voluta da Coop e ospitata presso la Triennale di Milano, ripercorre la storia dell’Italia, dal bianco e nero del secondo dopoguerra ai pixel dell’era digitale, attraverso i prodotti a marchio del distributore. Curata da Giulio Iacchetti e Francesca Picchi con un progetto di allestimento di Matteo Ragni e Marco Sorrentino, nonché il contributo grafico di Leonardo Sonnoli, la mostra – aperta fino al 13 gennaio 2019 – si articola in un racconto esperienziale in cui i visitatori sono chiamati a interagire.

La prima stazione, ad esempio, utilizza i numeri per raccontare la storia Coop, accostando i dati ufficiali – dalle 87 cooperative associate ai 1.152 punti vendita – a curiosità, come i circa 151.000 chilometri di scontrini emessi in un anno, quattro volte il giro della Terra.

La seconda stazione è invece dedicata all’identità cooperativa e così via attraverso un percorso di storytelling e valori fino al termine della mostra, dove i visitatori possono prendere parte a un’installazione interattiva scattandosi una fotografia volta a comporre un wall.

Il primo evento legato alla mostra è giovedì 22 novembre (ore 21.00 presso il Teatro dell’Arte). Il titolo “La felicità non è una truffa” è preso in prestito dal brano omonimo della band Lo Stato Sociale che funge in questo caso da colonna sonora. Si tratta dell’anteprima della nuova serie di tre corti voluti da Coop per raccontare i valori che hanno da sempre contraddistinto la sua azione attraverso il nuovo linguaggio delle web series e sui social.

Come sottolinea il presidente di Coop Marco Pedroni: “Siamo il più grande distributore di cibo in Italia ma siamo anche un’impresa che produce cibo. Questa storia lunga 70 anni lo dimostra; è una storia che parte dal primo panettone e arriva ai 4.500 prodotti di oggi (10 linee dedicate, 2,7 miliardi di fatturato nel 2017, 500 fornitori), si interfaccia con le trasformazioni dei consumatori, con la nascita di nuove esigenze, come il biologico, il no ogm, l’antibiotic free, che in certi casi abbiamo anticipato, in altri assecondato. Ma raccontare i prodotti significa anche entrare nello spirito della cooperazione.”

Fonte: mark-up.it